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A volte, quando si è un grande scrittore, le parole vengono così in fretta che non si fa in tempo a scriverle... A volte. (Snoopy)
 

 Ho incontrato un Avatar parte 2 (di Elly Writer)

 

 

 

 

 

 - The unforgettable fire -                                                                         (2° episodio)

 Aveva fatto presto a entrare nei miei pensieri. Sera dopo sera, un click dopo l’altro.

Di giorno c’erano il lavoro, il direttore generale, le pratiche da sbrigare, il cappuccino di metà mattina e Margherita, la collega della scrivania di fronte.

Non avevo resistito a lungo, a Margherita l’avevo detto quasi subito:

- Ho conosciuto un tipo…

- Palestrato? – era sempre una delle prime domande.

- No, Meggy, lui è … è diverso.

- Ma va?! – e aveva sbarrato tanto d’occhi.

- Meggy… lui si chiama Edge e vive in un altro mondo. Io l’ho incontrato lì. Ed è lì che vado, tutte le sere.

Margherita mi si era avvicinata, mi conosceva da anni, sapeva delle mie stranezze, ma quella doveva sembrarle proprio grossa perché con una mano sulla fronte:

- Eppure non c’è febbre – e poi afferrando il polso – battiti regolari… - Margherita impazziva per i medici in prima linea…

- Meggy, siedi che ti spiego.

Non credo di averla convinta allora e ancora oggi mi accorgo che ogni tanto mi controlla, mi segue silenziosa con lo sguardo…

Il giorno dunque scivolava veloce, tra il lavoro e poi gli impegni, la casa e tutto il resto che girava intorno, ma in quel tempo vivevo in una nuvola e niente sembrava potermi scalfire. Il rumore della vita mi arrivava attutito. Camminavo, parlavo, respiravo, soltanto in attesa che arrivasse la sera, per tornare a quel “click”:

<Connect>

E lo trovavo sempre ad aspettarmi:

- Ciao bellina, come stai? – così mi accoglieva. All’inizio erano incontri brevi, parlavamo un po’ soltanto degli U2 e di tutte le incredibili avventure che ci aspettavano in quella nuova dimensione e di tutte le idee che accendevano la sua fantasia ma… restavamo sempre là, seduti in riva al mare a guardare l’orizzonte, su quell’isola deserta che piaceva tanto a lui.

Io non chiedevo niente e lui nemmeno, nessun quesito imbarazzante. Cominciavo finalmente a rilassarmi.

Poi una sera, all’improvviso:

- Andiamo al cinema, ti va?

Voleva un appuntamento? Pure lui? Esitai prima di rispondere… anzi non risposi. Digitavo e cancellavo e non riuscivo a dire niente…

- Ehi bellina, che succede? Andiamo dai, c’è un bel cinema su un’isola vicina.

- Come un cinema? Qui, su Second Life? – riprendevo a respirare.

Il suo avatar intanto sorrideva, lo vedevo chiaramente, mentre sussurrava:

- Preparati, che vengo a prenderti… - e scompariva.

Soltanto un attimo e poi un riquadro: “Edge has offered to teleport you to his location. Join me in Indigo”.

Ovviamente cliccai su “Teleport” e fui da lui.

Camminava svelto e sicuro avanti a me, io ero incerta ancora, ogni tanto urtavo un palo, mi bloccavo contro un muro o perdevo l’orientamento… e lui rideva:

- Sbrigati che domattina ho un po’ da fare!...

Inciampando e rigirandomi alla fine gli arrivai di fianco, lui aprì la porta della sala:

- Shhhhh…

Era buio dentro e non c’era nessuno lì in platea… soltanto giù, sotto lo schermo due guerrieri che simulavano un duello, almeno così mi era sembrato.

Edge era davanti a me, si dirigeva verso i due, io avevo rallentato…

A un tratto, senza alcun preavviso, un grido:

- WE ARE THE Exxxx GANG!

I guerrieri con un balzo si erano spostati e adesso roteavano intorno alla gran sala.

Non ci capivo niente e mentre cercavo di chiamare Edge, due strani alberi erano apparsi da chissà dove e in un lampo ci avevano attirato e imprigionato. Non potevamo muoverci, vedevo Edge che scalciava e si dimenava cercando di liberarsi dalla presa dell’albero e anch’io provavo e provavo, con tutte le mie forze, ma non ne venivo fuori e intorno a noi quegli strani tipi vestiti di nero continuavano a volare, urlando qualcosa in inglese che non riuscivo a capire e poi… Il fuoco!

 All’improvviso gli alberi si erano incendiati, stavamo bruciando vivi!

- Who are youuu? – provai a digitare?

- WE ARE THE Exxxx GANG! – urlarono di nuovo.

- What do you want?? – ero disperata, imprigionata in mezzo a quelle fiamme, non vedevo Edge e non vedevo niente, soltanto fuoco e fuoco…

- IF YOU DON’T GIVE US YOUR MONEY, YOU REST TRAPPED HERE …

Cosa? Volevano i miei soldi? Una rapina, anzi un ricatto? Pure in Second Life? E adesso? Neanche un linden avevo ancora, che gli potevo dare?

Provai a chiamare:

- Edge, aiuto, che facciamo? Che facciamo??

Ma non mi rispondeva più… Edge…

A un tratto, il solito riquadro sullo schermo: : “Edge has offered to teleport you to his location. Join me in ….”.

Non avevo letto il nome, non sapevo dove si trovava, ma lui era in salvo, era riuscito a scappare e stava salvando pure me…

“Teleport” cliccai.

 

 C’era di nuovo il mare. Una splendida terrazza sul mare…

- Magari usciamo un’altra sera… clicca col tasto destro su quella sfera rosa lì per terra…

Un attimo ed era scivolato alle mie spalle, sorridente e lieve.

Io tremavo invece, persa in quell’abbraccio inaspettato.

- Ma non sarà pericoloso?

- In effetti hai un odorino di bruciato…

- Che cosa può accadere?

- Niente che non possiamo controllare.

Quella sfrontata sicurezza mi rasserenava. Chissà che avrebbe detto Margherita…

Lui continuava:

- Elly, guarda laggiù… alla fine del cielo e del mare, oltre la linea dell’orizzonte… laggiù vola il mio sogno, sai?

“Aiuto” mi trovai a pensare. Ma aspettai in silenzio. E lui:

- Conosci questa canzone degli U2? And if the mountain should crumble/or disappear into the sea/ not a tear, not not I/ Stay in this time

- The unforgettable fire, il fuoco indimenticabile, no?

- C’è un fuoco dentro di me Elly, te l’ho detto mai?

E quando? Se parlavamo sempre e solo degli U2? O proprio a quelli si riferiva? Zitta io, lui continuava:

- Quando qualcosa ti brucia dentro, faresti di tutto per averla, sai? Lottando contro la ragione e tutti quelli che ti dicono di no.  Pure se crollassero tutte le certezze, tutte ingoiate dal mare dell’impossibile… io non mi arrenderò. Elly… tu sarai dalla mia parte, quando combatterò per il mio sogno?

Che bel discorso! … ma che voleva? che intendeva dire?

 

                                                                                    

                                                                                              to be continued

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